“Nun é Over ma ce crer’ ” nel cuore di Napoli con Enrica Castaldi

Qualche illustre autore diceva “il sacro è l’esperienza trascendentale del mistero”, che tradotto nella lingua comune vuol dire nun è over, ma ce crer’

Ebbene, ci credereste mai che con la modica cifra di 17€ potreste mangiare una tra le pizze migliori di Napoli e visitare uno dei luoghi più affascinanti della città?

Credeteci.

L’esperienza che sto per raccontarvi è racchiusa tutta in un’unica strada, la famosa “via dei Tribunali” in cui storia e cultura si fondono magicamente.

L’appuntamento con gli amici è alle ore 19.00 fuori la pizzeria “Sorbillo”, dove non conta il giorno, la pioggia, il vento, la neve o il caldo afoso: qualunque sia l’orario, qualunque siano le condizioni meteorologiche, ci sarà sempre un’ora e mezza di fila da affrontare.

Ecco perché l’attesa può essere smorzata con un sano bicchiere di birra o un ottimo spritz per la modica cifra di 2€, alla famosa “enoteca” adiacente la pizzeria, con stuzzichini “all inclusive”.

Finalmente arriva il nostro momento, entriamo come gladiatori nella fossa dei leoni e ci accomodiamo al tavolo riservato: giusto il tempo di dare uno sguardo al menù ed ordinare, che già siamo pronti a divorare anche i piatti.

E mi dispiace per i più famelici della comitiva che solitamente riescono a racimolare i cornicioni degli amici/fidanzati più inappetenti: non illudetevi, non ci sarà spazio per la vostra fame, anzi vi consiglio di guardarvi bene dal commensale sedutovi affianco.

Personalmente, per i più audaci, consiglio vivamente il ripieno aperto con pomodoro, fiordilatte di bufala, ricotta fresca di bufala, salame e pepe.

Se si potesse esprimere in altro modo la sua bontà, sarebbe come il goal di Koulibaly al ‘90esimo contro la Juventus. Una goduria.

A pancia piena, ma sopratutto a portafogli sgonfio si sa, si ragiona molto meglio.

Per la modestissima cifra di 11 € totali a persona

-€6,40 per il “RiPPieno aperto” com’è chiamato sul menù e €3,30 per la nastro azzurro-

è possibile quindi provare una tra le esperienze culinarie più straordinarie che vi possa capitare.

Alle ore 21.45 circa termina quindi la nostra battaglia con la fame.

Felici e sazi finalmente ci accingiamo a percorrere pochissimi metri, per avventurarci in un percorso mistico: la visita alla chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco.

Prezzo del biglietto €6.

L’esperienza è suggestiva sopratutto per l’orario in cui si svolge la visita guidata, all’incirca alle ore 22.30 minuto più minuto meno, quando il buio è calato già da un pò.

La chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio è anche conosciuta come la chiesa “d’ e cape ‘e morte”, proprio perché custodisce nel suo antico ipogeo veri e propri resti umani appartenuti alle famose “anime purganti”.

In particolare, verso la fine del ‘600 si fece strada nella cultura napoletana la tendenza da parte dei “vivi” ad intercedere, tramite la preghiera, per le anime dei morti in sosta al Purgatorio, per consentire loro di espiare i peccati ed ascendere così al Paradiso.

La sensazione che si prova quando si fa visita alle anime che abitano la parte inferiore della chiesa, è che il tempo davvero non si sia mai fermato.

E’ la conferma cioè che il sacro ed il profano non rappresentano due realtà appartenenti al passato, ma sono più attuali che mai, come dimostra la notevole quantità di messaggi che ancora oggi viene lasciata con totale naturalezza da migliaia di visitatori al cospetto del teschio più famoso tra tutte le anime, quello della giovane Lucia.

Ancora oggi, come la guida ci fa presente, è infatti in voga il culto delle anime pezzentelle in virtù del quale i più devoti adottano i teschi e le ossa di persone decedute di cui non si conosce l’identità, facendo loro visita regolarmente.

E secondo la tradizione solo dopo qualche tempo il morto apparirebbe in sogno ai fedeli, mostrando così la sua vera identità.

La visita guidata prosegue poi nella parte superiore della Chiesa, che ospita delle opere molto suggestive di illustri artisti come Massimo Stanzione o la scultura marmorea celata oggi dall’altare di Dionisio Lazzari.

Per chi poi non potesse fare a meno di voler adottare qualche teschio, al termine della visita può acquistare dei gagdet carinissimi come ricordo dell’esperienza vissuta.

E se state ancora pensando “nun e’ over ma ce crer”, la risposta non può che essere una sola: credeteci.

🌸di Enrica Castaldi